Quando abbiamo iniziato questo progetto sapevamo benissimo che, di chitarre elettriche, ne è pieno il mondo. Noi, peraltro, non siamo nemmeno liutai. Come fare, allora, per inventare qualcosa di veramente innovativo? Di forme, materiali, colori, finiture, combinazioni e settaggi ne sono stati sperimentati veramente infiniti. Noi abbiamo preferito concentrarci sull’aspetto, proprio per cercare di realizzare qualche cosa di nuovo e diverso, pur senza esagerare.

È nato proprio così il progetto “Zero – la “chitarra camuna“, scaturito dall’incontro tra un appassionato di chitarre elettriche dallo spirito creativo, Andrea Richini, ed un artigiano del legno di grande esperienza e maestria, Giambattista Donati. Applicando lo stile tipico dell’Artigianato Camuno del Legno – storica e famosa attività artigianale che da quasi cinquant’anni realizza oggettistica, mobili e complementi d’arredo in pregiato e profumato legno di cirmolo – sulle moderne forme della chitarra elettrica, ciò che è risultato è uno strumento dall’aspetto sostanzialmente classico eppure contemporaneamente insolito, quasi “primitivo” come ci piace definirlo, gradevole alla vista ed al tatto.

La vera innovazione, se così la si può chiamare, è dunque nel “vestito” della chitarra, che anziché la tradizionale finitura lucida o laccata, ha una superficie irregolare data dalla mano dell’artista che sapientemente ha scalpellato il legno per esaltarne la venatura e la consistenza. Il tutto è ricoperto da un sottilissimo velo di smalto all’acqua, che lascia intravedere le fibre sprigionandone tutta la naturale bellezza. Insomma, una vera opera d’arte.

Il progetto ha però anche una finalità che va ben oltre la costruzione di un oggetto puramente estetico. L’intento dei creatori è stato infatti quello di realizzare il primo strumento musicale in grado di interpretare il territorio dal quale proviene, quello della Valle Camonica, famosa per le oltre 300.000 incisioni rupestri di epoca preistorica che l’hanno resa il 1° Sito UNESCO d’Italia.